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schermo di uno smartphone inquadrato con l'app tiktok aperta

TikTok è stato il re del lockdown. Se c’è un social che ha preso piede e ha scalzato i competitor è proprio lui: TikTok in quarantena è stato il winner-take-all. Video brevissimi, lipsync e una schermo di uno smartphone con diverse app di social, messaggistica e intrattenimento, come whatsapp, tiktok, snapchat, linkedin, gmail, netflix, disney+comunicazione improntata alla spensieratezza al motto di “Make your day” sono gli elementi che decretano la schiacciante vittoria del social. TikTok è l’erede di Snapchat, da cui prende le caratteristiche principali (durata e orientamento dei video) e il pubblico iniziale di riferimento. Ma si è evoluto in una direzione del tutto originale, diventando leader e mostrandosi come l’alternativa più pratica e valida alla noia da lockdown

Come si usa TikTok

Questo, probabilmente, lo sanno già tutti: è un’app intuitiva estremamente user friendly. Il funzionamento è semplice: si caricano dei video, si scelgono gli effetti sonori e visivi con cui arricchire la performance e si spera nella viralità. Questo fenomeno social, insieme al suo “gemello” cinese Douyin, è la vera gallina dalle uova d’oro della quarantena. Si stima, infatti, che le due piattaforme, durante il mese di aprile, abbiano notevolmente incrementato i ricavi, arrivando a ben 78 milioni di dollari. Come segnala SensorTower, l’osservatorio che monitora l’andamento delle app e la loro efficacia, TikTok ha circa 58 milioni di download all’attivo. I dati, aggiornati a maggio 2020, fanno ipotizzare una crescita esponenziale di contenuti home-made come quelli che sono rimbalzati ovunque negli ultimi tempi. I fenomeni musicali nati su questa piattaforma e “benedetti” da influencer che ne hanno decretato il successo, ad esempio, sono numerosissimi. In Italia, ci sono Anna (Bando è proprio ciò che può definirsi una hit virale) e Madame (la cui Sciccherie è stata usata su TikTok da Cristiano Ronaldo), solo per citare i fenomeni più esplosivi. E non è un caso, quindi, che tra le query più digitate su Google ci siano ricerche come “tik tok 2020 songs” o affini. Del resto, la struttura “flow” consente di conoscere molti più contenuti, proposti in base agli interessi degli utenti e non vincolati ai follower/following.

due ragazze che stanno realizzando un video per i socialPerché durante il lockdown

La grande disponibilità di tempo libero a disposizione degli utenti ha senza dubbio influito positivamente nell’ascesa di TikTok in quarantena. Essere chiusi in casa senza molti stimoli ha, per molti, rappresentato la motivazione giusta per iniziare a produrre contenuti video. In Italia, ad esempio, la presenza quotidiana sui social è incrementata del 53% per singolo utente rispetto allo scorso anno, mentre è cresciuto del 77% il tempo speso sui servizi di messaggistica.  Ma non si tratta solo di un ampliamento del bacino d’utenza. Un dato molto importante relativo al lockdown, infatti, è lo spostamento del range di età di riferimento, che sembrava avere come interlocutori i post-millennials. La sovraesposizione social di ciascuno durante la pandemia, però, ha fatto sì che il pubblico target si ampliasse, arrivando a toccare anche i 30-40enni.

Il sorpasso di TikTok

Nell’era Covid-19, quindi, questa app relativamente giovane ha scalzato tutti. A partire dai colossi dell’intrattenimento YouTube e Netflix, per arrivare alle app di dating come Tinder (per evidenti ragioni: eravamo costretti a stare chiusi in casa!). Solo una è stata la categoria che TikTok in quarantena non è riuscito a scavalcare: i videogame. Ecco l’ascesa di un’app che si è fatta largo in un periodo singolare come il lockdown, proponendo un modo ancora nuovo di essere sui social. L’amatorialità e l’impronta lo-fi sono probabilmente una delle sue chiavi del successo, insieme ai mashup divertenti e alla voglia di accedere a contenuti “disimpegnati”. E così, se il padre della pop art, Andy Warhol, sentenziò «In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes». In realtà, però, oggi ci troviamo a constatare che, per la fama, bastano 15 secondi.