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modellazione e progetto 3d di un accessorio per la casa

Stampa 3D e architettura sembrano ambiti tra loro molto diversi, a tratti anche inconciliabili. Ma le novità nel campo della modellazione 3D smentiscono questo pregiudizio e aprono a nuovi e interessantissimi scenari. Un esempio? Miele, l’azienda leader nel settore degli elettrodomestici, ha lanciato sulla piattaforma Thingiverse il progetto 3D4U per permettere ai clienti di stampare gratuitamente degli accessori servendosi di una stampante 3D. Ma questo non è l’unico segnale di cambiamento. Per scoprire di più, partiamo da un concetto che avvicina molto questi due ambiti: l’additive manifacturing.

Cos’è l’“additive manifacturing”?esempi di modellazione e stampa 3d

Si definisce additive manifacturing una tecnica del tutto assimilabile a quella delle comuni stampanti a inchiostro, in cui non si asporta il materiale da una massa per modellare. Bensì, si parte da un modello virtuale, per poi sovrapporre, uno sull’altro, gli strati. Due delle evoluzioni di questa tecnica più utilizzate nel quotidiano sono la DMLS (Direct Metal Laser Sintering), e la SLM (Selective Laser Melting).  La prima rappresenta la migliore lavorazione dei metalli, la seconda trova ampia applicazione dell’additive manifacturing in ambito medico, ma non mancano gli esempi di manifattura additiva applicati all’architettura e all’edilizia.

Dal progetto al tridimensionale

Delta Wasp 3MT Concrete è la stampante 3D commercializzata dall’omonima azienda con una decennale esperienza nel settore delle costruzioni. Uno strumento realizzato con l’obiettivo di stampare tridimensionalmente e in grandi quantità materiali come malte cementizie, miscele naturali, argille e gres. Un nuovo orizzonte nell’ambito dell’edilizia, che apre a nuove prospettive elementi architettonici realizzati in cementoutili sia per il mercato, che potrebbe essere soddisfatto nelle sue maggiori richieste e, contestualmente, per l’ambiente, con un margine nettamente inferiore di emissioni di CO2. Questa filosofia rivoluzionaria si applica alla produttività e all’utilizzo dei materiali, il cui smaltimento risulta più green. Inoltre, la stampante 3D produce componenti assemblabili tra loro e, perciò, utilizzabili in molteplici contesti, garantendo un risparmio economico e di tempo.

Camera con vista? No, con stampa 3D!

Insomma, l’incontro tra stampa 3d e architettura si rinnova di giorno in giorno, in modi sempre nuovi. Ne è la conferma il progetto Prvok – tiny house con vista, la prima casa (galleggiante) che sarà stampata interamente in 3D e collocata in Repubblica Ceca. Una costruzione innovativa, esteticamente accattivante e che guarda al futuro. La casa, infatti, se necessario, potrà essere distrutta ed eventualmente ristampata con lo stesso materiale.

La stampa 3d e la tiny house in numeri

48: sono le ore necessarie per costruire una casa di circa 140 metri quadri
20% in meno di emissioni dovute al trasporto
50% di risparmio economico sul prezzo medio di una casa “normale”
25 sono gli addetti alla costruzione che richiede Prvok (contro i circa 65 di una comune abitazione)
28 giorni sono sufficienti per far raggiungere all’edificio la solidità di tutti i singoli materiali e componenti
100 anni: è la durata media prevista per questo edificio

Home sweet home
La tiny house segue solo di poche settimane la realizzazione dell’edificio più grande del mondo stampato in 3D dall’azienda Apis Cor. Si tratta di un appartamento di 640 metri quadri su due vista aerea di un quartierelivelli costruito a Dubai, capitale dello sfarzo e dell’avanguardia tecnologica. La sua realizzazione ha richiesto l’utilizzo di una stampante 3D di enormi dimensioni e di soli tre operai. Il macchinario ha provveduto a creare l’edificio partendo da una miscela di gesso, materiale più idoneo, considerate le condizioni atmosferiche della zona. La stessa azienda, lo scorso anno in Russia, aveva già realizzato una casa interamente stampata 3D in circa 24 ore di lavoro.

Una stanza (3D) tutta per sé

Ma questi non sono casi isolati: uno studio di architettura di New York ha realizzato una piccola baita servendosi di stampa 3D e altri materiali. Il legno, ad esempio, è stato laminato in strisce sottilissime grazie a una complessa tecnologia che ne favorisce la malleabilità. Questo edificio non esclude completamente il calcestruzzo, ma lo utilizza in modo consapevole grazie al 3D, riducendo al minimo gli sprechi. Questo progetto è la dimostrazione di come sia possibile far dialogare progresso e natura, senza che l’uno prenda il sopravvento sull’altra.

Queste notizie lasciano presagire riscontri positivi sia per il settore dell’architettura che per quello della tecnologia, con tecniche sempre più perfezionate. E la cosa appare più che mai rincuorante, soprattutto perché questo incontro tra knowledge e know-how porterà a una sempre crescente attenzione verso la salute del pianeta.